Io ho sempre sognato di vivere in un mondo migliore. Un mondo dove si potessero trovare persone affidabili, di quelle che non ti mollerebbero mai al tuo destino se il tuo destino fosse in fondo ad un baratro. Ho sempre sperato di incontrare chi mi volesse bene per come sono, su chi io potessi contare ciecamente, fidarmi, parlare, sapendo di ricevere una mano nel caso io fossi in difficoltà.
Ho sempre sognato queste cose, e considerando quanto potessero essere speciali, ho sempre cercato di dare tutto alle persone che conoscevo o frequentavo. Sacrificando il mio tempo, i miei spazi, le mie preferenze a favore di chi non ha mai apprezzato. Sì, sono stati sacrifici, ora posso dirlo. Sacrifici e soprattutto sprechi.
Ho sempre sognato tutto questo, peccato io non l’abbia mai trovato.
E questo mondo mi fa schifo, e la sua società ipocrita ed invasa dalla merda mi fa schifo. Torno a pensare che forse, a fare l’eremita nel deserto, tutto avrebbe più senso. E se mai dovessi pensare che la mia esistenza sia inutile, almeno non ci sarebbero migliaia di persone in silenzio attorno a me.
« L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. »