In effetti non c’è molto da dire. Mi sento come se avessi preso la mia mente, l’avessi chiusa nel cassetto e me ne fossi andata.
Sono sempre più in bilico, cosa è giusto e cosa non lo è, cosa desidero, cosa mi aspetto, come fare per raggiungere le ambizioni sempre che queste valgano la pena di essere raggiunte.
Speravo che con l’anno nuovo arrivassero anche delle certezze, invece in fin dei conti mi sento ancora più confusa di prima.
I miei vuoti interiori non hanno voglia di essere colmati, continuano a sfuggire ogni volta che li inseguo con qualche fantastica idea inutile. E non riesco a mettermi sui libri, perchè anche la concentrazione mi sfugge. Sono sempre più senza soldi, tanto da non potermi permettere praticamente nulla. Ma forse è meglio così, chè a me lo shopping fa solo venire altri sensi di colpa che si aggiungono a quelli che ho già di mio.
So che mi ero promessa e ripromessa di essere positiva, di guardare le piccole cose belle ed esserne felice. Ma è più forte di me. Non ci riesco.
Qui l’apatia rasenta l’insoddisfazione, sono tanto insoddisfatta da tutto, da come vanno le cose, dalle persone. Ed è come se volessi sempre piangere, ma le lacrime non ci fossero più, salvo farsi vedere nei momenti meno opportuni.
Ma forse, forse è solo colpa dell’inverno. Forse mi riprenderò, come fanno le piante, in primavera. E tornerò a sorridere, così, senza un motivo. Forse.
Hai scritto sette piccoli paragrafi che commenterò uno ad uno, anche se condividendo totalmente il post, rischio di ripetere le stesse cose. La risposta migliore in effetti sarebbe un silenzio – assenso, ma poi dici che non frega un c**** a nessuno di te e questo non posso permetterlo:-)
1) L’affermazione indica continuità cronologica. Anno nuovo vita nuova è una frase fatta che non conta assolutamente nulla. Per cambiare determinate cose si fa sempre in tempo anche il 5 febbraio – aprile – giugno ecc.
2) Lo stato di incertezza ci contraddistingue. Le certezze sono andate a farsi friggere ora più che mai. Ne resta una sola, ma a quella all’inizio dell’anno è meglio non pensare!
3) L’anno nuovo è appena arrivato, qualche piacevole sorpresa può sempre arrivare!
4) La gioia di essere tristi non ha prezzo. Perchè privarsene? La condizione di malinconia che ti contraddistingue ti porterà a grandi cose. Se Leopardi avesse passato il tempo in giro per il mondo a bere, scop*** e divertirsi, probabilmente non avremmo avuto il piacere di leggere le sue “Operette Morali”. Oggi sono magnanimo e quindi di faccio leggere una cosa bella:
DIALOGO DI UN VENDITORE D’ALMANACCHI
E DI UN PASSEGGERE
Venditore. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
Passeggere. Almanacchi per l’anno nuovo?
Venditore. Si signore.
Passeggere. Credete che sarà felice quest’anno nuovo?
Venditore. Oh illustrissimo si, certo.
Passeggere. Come quest’anno passato?
Venditore. Più più assai.
Passeggere. Come quello di là?
Venditore. Più più, illustrissimo.
Passeggere. Ma come qual altro? Non vi piacerebb’egli che l’anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?
Venditore. Signor no, non mi piacerebbe.
Passeggere. Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi?
Venditore. Saranno vent’anni, illustrissimo.
Passeggere. A quale di cotesti vent’anni vorreste che somigliasse l’anno venturo?
Venditore. Io? non saprei.
Passeggere. Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?
Venditore. No in verità, illustrissimo.
Passeggere. E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?
Venditore. Cotesto si sa.
Passeggere. Non tornereste voi a vivere cotesti vent’anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste?
Venditore. Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse.
Passeggere. Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta né più né meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati?
Venditore. Cotesto non vorrei.
Passeggere. Oh che altra vita vorreste rifare? la vita ch’ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l’appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro?
Venditore. Lo credo cotesto.
Passeggere. Né anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo?
Venditore. Signor no davvero, non tornerei.
Passeggere. Oh che vita vorreste voi dunque?
Venditore. Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz’altri patti.
Passeggere. Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa dell’anno nuovo?
Venditore. Appunto.
Passeggere. Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest’anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d’opinione che sia stato più o di più peso il male che gli e toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?
Venditore. Speriamo.
Passeggere. Dunque mostratemi l’almanacco più bello che avete.
Venditore. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.
Passeggere. Ecco trenta soldi.
Venditore. Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi.
5) Una promessa va mantenuta. Per evitare sensi di colpa, non promettere ciò che non puoi mantenere. La felicità non si cerca. Quando arriva, se arriva, si presenta all’improvviso!
6) Vuoi piangere? Ti consiglio di vedere un film. Se quando il film è finito non hai pianto significa che sei un robot. In quel caso inizierei a preoccuparmi.
Hachiko di Lasse Hallström.
7) Errore grave di valutazione. La depressione arriva sempre con la primavera, quando tutte le piante diventano verdi, c’è il sole, ci si guarda dentro e si scopre che tutti i buoni propositi che si erano fatti sono falliti. Il distacco tra la natura verde e allegra e il grigio e il freddo interiore può provocare una depressione clinica cazzuta! Il fatto che Hemingway abbia aspettato l’estate per spararsi in testa non è casuale.
Non sarebbe bello riuscire a rappresentare il proprio stato d’animo con delle foto?
Hai la reflex giusta. Può uscirne un bel progetto fotografico. Per essere felici c’è sempre tempo. La tristezza ci rende speciali.
Dai, resisti!
Anche se eviterei di dire “Buon” anno, questa volta. Farei solo una torta per festeggiare un anno in più della Terra….ma dell’umanità? Bleah! Ma per favore! Neanche morta XD